Omeopatia

Le origini dell'omeopatia risalgono al 1790 ad opera del Dott. Samuel C. Hahnemann, egli si accorse che esistevano sostanze in grado di guarire che potevano anche provocare sintomi simili a quelli delle diverse malattie; per es. scoprì che la china, usata per curare la febbre malarica, provocava in soggetti sani prodotti omeopatici che la assumevano sintomi simili alla malaria e partendo da questa constatazione studio numerose altre sostanze. Alla base dell'omeopatia sta la legge dei simili o della similitudine, legge già nota nella storia della medicina da Ippocrate (il principio di similitudine era già noto al padre della Medicina che tra il 450 e il 400 a.C. insegnava ai suoi discepoli i due metodi dell’arte medica: quello dei simili e quello dei contrari) a Paracelso, ma Hahnemann ne fece il cardine del suo sistema curativo. Le conseguenze dannose di una gioia troppo grande verranno rimosse dal bere una tazza di caffè, che produce uno stato mentale eccessivamente gioioso, scrive Hahnemann. [Organon, nota 1 §26] Dal punto di vista clinico , la ' similitudine ' può essere considerato un principio euristico , secondo cui la conoscenza dettagliata degli effetti patogeni dei farmaci , associato a un'attenta analisi dei segni e dei sintomi del soggetto malato , potrebbe contribuire ad identificare rimedi omeopatici con alta grado di specificità per il singolo caso . (Immunology and Homeopathy. 5. The Rationale of the ‘Simile’ Paolo Bellavite et Al.)

La cura omeopatica

Usando sostanze tossiche, come il mercurio, l'aconito, ecc. Hahnemann provò a ridurre le dosi delle sostanze, diluendole e dinamizzandole: in definitiva possiamo dire che la cura omeopatica consiste nell'utilizzare una diluizione della sostanza che potrebbe provocare gli stessi sintomi della malattia se utilizzata in dosi ponderali.